
Guardo la RAI. Dopo Filiberto e Pupo su Rai uno, quelli che pensavo avessero rinchiuso dentro una botola dopo Sanremo per evitare guai peggiori, faccio zapping su rai due, prima di rassegnarmi, o meglio, prima di consegnarmi a Sky.
Su Rai due c’è Paragone, il leghista. Per carità alcune argomentazioni seppure colme di luoghi comuni potrebbero anche essere meritevoli di discussione, magari infervorata. “Il nooord…e il suuuuuud! Va lavurà.” Il nord che produce, il sud che è una zavorra. Vero. O quasi. Il nord produce anche grazie alle migliaia di meridionali che hanno fatto la ricchezza del settentrione, nei decenni. Il sud abbandonato alla illegalità, alla mancanza di infrastrutture. Certo serve uno shock del sistema, serve investire e non assistere. Servono scommesse nuove.
Ma certo non servono questi “paragoni” fastidiosi, che farebbero perder la pazienza a un santo e far diventare filo meridionale anche un austriaco.
Insomma Paragone. La ciliegina sulla torta partitocratica. Dopo Vespa, Santoro, Floris, proprio ci voleva... ormai la Rai non solo è partitocratica, ma è il ring dove gli stessi presentatori litigano tra loro nelle trasmissioni, senza usare il telefono.
Mi chiedo perché, se partiti e presentatori non sono pratici col telefono, le loro “bollette” dobbiamo pagargliele noi con il canone Rai.
Io le loro bollette non le pago più. Io guardo sky, guardo current tv, guardo la bbc, la cnn… Uso internet. Davvero, la rai e le sue “carezze” non le voglio più.
Piccolo – sentito- omaggio musicale alla RAI
http://www.youtube.com/watch?v=JvLpO5q8FJY&feature=related
REVOLUTION- Gianna Nannini
Ultime carezze dalla Rai
preservatevi la vita ok
le stelle vanno in cielo e tu mi parli solo a spot
anni falsi di democrazia dittatori scelti a dare il via
gli sbirri vanno in moto e Peter balla il rock and roll
tutto inutile canto il caos storia inutile ballo il caos
ad ogni angolo della città ad ogni pietra dove il vento fa
Revolution
Hai visto le foto di Lin Piao
ha la maglia con su scritto miao
sarò la tua ragazza ma dimmi quanti figli vuoi
tutto inutile canto il caos
storia inutile ballo il caos
ad ogni angolo della città ad ogni pietra dove il vento fa
Revolution
tutto inutile canto il caos
storia inutile ballo il caos
ad ogni angolo della città appuntamento con la libertà e non rinuncio
ciao luca…
io sono per il federalismo, anche se quello che si propone, con queste premesse, non promette nulla di buono… è indubbio il travaso di ricchezze, ma è altrettanto indubbio che anni di assistenzialismo da una parte e di totale assenza dello stato della legalità e dell’occuparsi di grandi opere e infrastrutture al sud, abbiamo segnato la condanna per il nostro meridione.
un meridione ricco di bellezza e ricchezza “rinnovabile”.
c’è bisogno di un shock, di chiudere i rubinetti, ma anche di investimenti massicci in infrastrutture, università, ricerca, turismo. altrimenti vedremo lo spopolamento demografico previsto anche dal professor aldo loris rossi, e una desertificazione del sud che diverrà solo meta per vacanza per stranieri e il resto degli italiani.
dove lasceremo carta bianca a camorra e mafie di vario tipo.
c’è bisogno di bilanciare la sfida tra federalismo e darwinismo sociale….
il sud ha bisogno di investimenti seri ma non assistenziali. ha bisogno di una pa piu’ efficiente e non di una sottospecie di ammortizzatore sociale.
le difficoltà per il sud si incastrano con quelle italiote: l’incapacità di una riforma degli ammortizzatori possibile solo a livello nazionale, il rilancio della qualità della formazione e della ricerca, i difetti e i ritardi troppo spesso taciuti del nostro sistema produttivo, che innova poco, è molto introvertito, e molto avvezzo a pratiche come lavoro nero, bassi salari, dimensione di impresa familiare, rendite di posizione. perché il problema non sono solo le tasse, anche per le imprese. c’è anche il fattore culturale ambientale.
se riusciremo a toccare questi temi elencati, potremo riuscire ad aiutare nord e sud, in modo equo e provare a incardinare la sfida. altrimenti è uno stillicidio.
su CANONE RAI mi trovi PERFETTAMENTE D’ACCORDO. anche io sarei per uno scioper fiscale e per un boicottaggio rai.
“Il nord che produce, il sud che è una zavorra. Vero. O quasi. Il nord produce anche grazie alle migliaia di meridionali che hanno fatto la ricchezza del settentrione, nei decenni.” A Milano si parlavano 20 dialetti, ora si parlano 200 lingue. Indipendentemente da chi produce ricchezza (ovviamente chi “lavora” non è il territorio, ma chi ci abita, indipendentemente dal luogo d’origine) c’è un travaso di risorse dalle regioni produttive alle casse dello Stato, che amministrano con illuminato rigore… I radicali dovrebbero essere i primi a sostenere il federalismo, che non significa “dividere”, ma stare insieme con regole diverse. Sul canone: a quando uno sciopero fiscale?